Massimiliano Della Corte nasce a Napoli nel 1969 e si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte Filippo Palizzi, oggi liceo, che da fine Ottocento forma nel meridione artisti ed artigiani di talento. È noto che il momento più rivoluzionario della recente storia dell’arte è rappresentato dal passaggio dal figurativo all’astratto. Non solo: se fino agli ultimi decenni del Novecento la pittura riusciva a catalizzarsi attorno a movimenti e correnti, attualmente si assiste ad un passaggio altrettanto inedito. Oggi gli artisti intraprendono percorsi fortemente individualistici poiché, nella mutevole e frammentata società odierna, la loro creatività non si lascia imprigionare in schemi precostituiti. Della Corte non sfugge al presente orientamento, tuttavia riconosce l’influenza che, sul proprio lavoro, ha esercitato la corrente del “Simbolismo Comunicazionale”, nata dall’intuizione dello psicologo Stefano Benemeglio, il quale individua nelle figure geometriche dell’asta, del cerchio e del triangolo, dei simboli archetipici che compendiano l’intera natura umana. La geometria riveste, dunque, un ruolo importante nell’opera dell’artista partenopeo, pur non essendo preponderante. Il colore è l’altro protagonista assoluto dei suoi lavori. L’uso vigoroso di tinte brillanti riflette il ricco mondo affettivo dell’artista, la sua sensibilità e l’empatia verso il mondo circostante, riverberando, nell’osservatore attento, stati d’animo di vibrante partecipazione. Il terzo elemento, sempre presente nei dipinti di Della Corte, è il tratto figurativo, che fa capolino tra le figure geometriche, quasi a fornire ulteriori indizi sullo stato d’animo che ha accompagnato l’atto della creazione. Una pittura complessa, quindi, allusiva, onirica, a tratti inquietante, ma al tempo stesso ricca di passione ed energia. Massimiliano Della Corte, oggi nel pieno della propria maturità artistica, ha al suo attivo numerosi riconoscimenti su riviste specializzate e può annoverare la partecipazione a molteplici mostre personali e collettive, in cui riscuote costantemente l’apprezzamento di critica e pubblico. Grande entusiasmo ha suscitato, tra l’aprile ed il giugno del 2017, la sua “Personale” presso il Maschio Angioino di Napoli, dal titolo “Simbolismo Comunicazionale”. G. Barbati